Squirting, uno studio scientifico per accertare cosa sia

eiaculazione-femminile-squirtingQuesto fatto dello squirting sta diventando la leggenda metropolitana del XXI° secolo, come nel XX° lo è stato il Punto G.
Tutti alla ricerca di questo fantomatico punto che se ben sollecitato prometteva orgasmi indimenticabili, qualcuno l’ha trovato, qualcuno c’ha rinunciato, qualcuno è partito per la ricerca ma non è più tornato.
Altri invece assicurano di saperlo individuare subito…
Stessa cosa sta succedendo per lo squirting. Questa agognata eiaculazione femminile, diventata celebre grazie ai porno più attuali e che non si capisce bene se è o meno la stessa cosa dell’urofilia (la pioggia dorata, ndr).
Proprio perché è uno dei problemi principali che affliggono la nostra società un gruppo di scienziati ha deciso di studiare in laboratorio questo fenomeno, per dare risposte seguendo un metodo scientifico, andando per sperimentazioni.
Un team di ricercatori dell’Ospedale di Parly II di Le Chesnay, in Francia, ha deciso di studiare il fenomeno e ha chiamato un gruppo di sette volontarie, che sono solite rilasciare abbondante liquido in seguito ad ogni orgasmo.
Ebbene da questa indagine è emerso che 5 su 7 effettivamente non producono solo urina, ma anche enzimi presenti nella eiaculazione maschile.
Anche se la sostanza predominante è l’urina.
Le volontarie si sono sottoposte al test con la vescica completamente vuota, hanno raggiunto l’orgasmo tramite masturbazione (in solitaria, o alcune accompagnate dal partner…), mentre il tutto veniva monitorato dall’équipe di studiosi.
La vescica è stata controllata con uno strumento ad ultrasuoni, nei momenti precedenti all’orgasmo, verificando che sebbene all’inizio del rapporto fosse vuota, in poco tempo questa tornava a riempirsi.
I ricercatori hanno raccolto i campioni dei fluidi emessi e li hanno analizzati.
Come ho già detto in due delle sette volontarie si trattava solo di urina, mentre per le altre cinque hanno trovato tracce di una sostanza chiamata antigene prostata-specifico (Psa), un enzima presente nello sperma e prodotto in piccole quantità al termine di ogni orgasmo femminile, una sorta di umore lattiginoso.
I ricercatori hanno così spiegato al Journal of Sexual Medicine,

“I dati raccolti indicano che lo squirting è essenzialmente un’emissione involontaria di urina nel corso dell’attività sessuale, che viene però accompagnata in molti casi da un contributo marginale di secrezioni prostatiche all’interno del liquido emesso.”

Esistono quindi due tipi di liquido emessi durante lo squirting. Questo lascerebbe molte domande aperte, secondo il coordinatore del team di ricercatori Samuel Salama: perché alcune donne emettono l’enzima Psa e altre no? Il liquido emesso durante il rapporto sessuale può essere considerato come il segno di una possibile funzione fisiologica? Da un punto di vista adattativo a cosa serve lo squirting?
Queste sono le domande su cui continueranno a lavorare gli esperti.

 

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