Cap d’Agde, paradiso naturista o scambista?

Che il naturismo sia per voi una novità o che siate un naturista incallito, Cap d’Agde è sicuramente la località più controversa e alla ribalta in cui sperimentarlo…

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Dicono che ogni naturista dovrebbe visitare questo luogo di villeggiatura, considerato come la migliore destinazione naturista nel mondo, vicina a molte altre piacevoli località francesi da visitare, come ad esempio il porto di Sète per degustare ottimo pesce, o il borgo medievale di Carcassonne ad ovest; Nei dintorni si trovano anche Nimes, Montpellier ed Arles, e Parigi dista sole 5 ore di viaggio in TGV (linea veloce dei treni francesi).

Tuttavia, dire che Cap d’Agde è un villaggio naturista “puro” non è corretto, in quanto negli ultimi anni, è sempre più acceso il contenzioso tra i nudisti e quelli che praticano abitualmente lo scambio di coppia. La diatriba ha fatto si che questo piccolo paradiso di villeggiatura francese, diventasse sempre più famoso a causa delle sue non proprio consuete usanze. Spieghiamo prima, però, che Le Cap d’Agde non è un semplice “villaggio vacanze”, ma è una mini-città, ossia un enorme agglomerato di piccoli appartamenti, locali notturni, negozi, supermercati, che comprende anche un porto e una vasta spiaggia. L’accesso al complesso è sorvegliato da una guardiola con sbarre per il traffico veicolare ed, inoltre, l’inizio e la fine della zona naturista sono segnalate in modo dettagliato. Naturalmente, diventa difficile impedire che attraverso la (lunghissima) spiaggia possano intrufolarsi dei visitatori esterni, ma, ad ogni modo, dovrebbero essere visitatori con buone gambe, in quanto la spiaggia è veramente lunga.

Il paradosso che, tuttavia, si vive nel complesso è abbastanza evidente a tutti i turisti che decidono di soggiornare nella struttura.  La mattina c’e’ spazio per shopping, passeggiate, classica vita da spiaggia, sole e mare. Tolti neonati, adolescenti e giovanissimi, sono rappresentate tutte le fasce d’età. Eppure, tra i frequentatori della spiaggia e del villaggio ve ne sono alcuni che non sono lì per il naturismo, o perlomeno, non solo per quello. La stessa, lunghissima, spiaggia del complesso, è sede di una strana controversia di giochi di ruoli e spazi con confini poco definiti. Infatti, è possibile dividere la stessa in tre zone, a partire dall’imbocco del porto, riconoscibili solo perché più densamente popolate, ma, quindi, non sempre facilmente identificabili. La prima zona (zona residence) è frequentata da singles, coppie e famiglie, i cui comportamenti sono assolutamente quelli tipici da villaggio vacanze ad agosto: gente che legge, bambini che giocano con la sabbia, persone che chiacchierano. La seconda zona (circa a metà spiaggia) è frequentata prevalentemente da coppie scambiste, che non lasciano nulla all’immaginazione, dove gli unici “tessuti” sono rappresentati dai teli colorati stesi al sole. La terza zona (la più lontana dall’imboccatura del porto) è territorio prevalentemente omosessuale. Pochi metri, quindi, separano gli spazi occupati da allegre famiglie di nudisti, da quelli caratterizzati da modi e atteggiamenti più trasgressivi, dove spesso si appostano anche i cosiddetti “guardoni“, pronti a spiare i poco attenti visitatori.

Il paradosso è ancora più evidente di sera, quando il paesaggio e l’atmosfera cambiano completamente, e gli ultimi frequentatori della spiaggia s’incrociano con i nottambuli e la disposizione delle “zone” cambia. Col calare del sole, infatti, chiudono tabaccherie, bar ed alimentari e tirano su le serrande i negozi che offrono oggetti ed abbigliamento che con il concetto di naturismo hanno veramente poco a che vedere. In alcuni locali si può facilmente assistere a situazioni piuttosto equivoche e scambismo di tutti i tipi, in altri ci si può imbattere in rapporti intimi a scena aperti, basati principalmente sul concetto di “scambio”.

Si può, quindi, dire che, dopo un certo orario, nel complesso, di naturista c’è giusto la scusa e nulla più…

 

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